Rielaborazioni agiografiche alfonsine: il caso della "cantiga de Santa Maria" 369
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Università degli Studi di Milano
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La Cantiga de Santa Maria n. 369 racconta come un anello venne ritrovato miracolosamente all’interno di un pesce dopo che era stato rubato con l’inganno a una donna devota alla Vergine che abitava nella cittadina portoghese di Santarém. Un riferimento interno all’episodio evangelico di San Pietro che trova una moneta nella bocca di un pesce ha condizionato l’unica ipotesi avanzata relativa alla fonte di ispirazione della Cantiga, sebbene quest’ultima presenti in realtà una dinamica narrativa più complessa rispetto al miracolo narrato in Mt. 17, 24-27. Se si guarda invece alla letteratura agiografica non mariana ed anteriore al periodo di attività di Alfonso X, si può ipotizzare come la Cantiga sia stata ispirata da un gruppo di récits che, oltre a presentare lo stesso motivo de ‘il pesce e l’anello’, rivelano anche un intreccio simile. Tra questi, spicca il miracolo della sentem argenteam operato da santa Brigida d’Irlanda, ripreso anche, a partire dal sec. XIII, da due opere affini all’ambiente culturale peninsulare: lo Speculum Historiale di Vincent de Beauvais e l’Orto do Esposo. Altri dettagli secondari mostrerebbero invece dei debiti con un’opera quasi coeva alle Cantigas, ossia il Dialogus Miraculorum di Cesario di Heisterbach
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Negri, M. (2020). Rielaborazioni agiografiche alfonsine: il caso della "cantiga de Santa Maria" 369. "Carte Romanze. Rivista di Filologia e Linguistica Romanze dalle Origini al Rinascimento", vol. 8(1), 75-115
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https://doi.org/10.13130/2282-7447/13109Sponsors
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